Distorsione ginocchio nello sport: i rimedi della chirurgia ortopedica

Nessuno è immune dal rischio distorsione ginocchio, il più diffuso tra gli sportivi (campioni o dilettanti) di qualsiasi disciplina, ma frequente anche nelle stagioni fredde, soprattutto quando si va a sciare o si scivola su strade ghiacciate.

Questa particolare articolazione degli arti inferiori ha la funzione di sorreggere il corpo e serve ad ammortizzare gli impatti col suolo favorendo i movimenti flesso-estensori della gamba.

Diversi medici ortopedici specializzati in chirurgia del ginocchio sono chiamati a collaborare con gran parte delle società sportive sia per la prevenzione sia per interventi e programmi di riabilitazione.

Cosa avviene con la distorsione ginocchio

Per uno sportivo, prevenire la distorsione ginocchio attraverso il giusto riscaldamento prima dell’allenamento è meglio che curare anche se, il più delle volte, le distorsioni vengono causate da incidenti non prevedibili.

Sono consigliabili programmi di potenziamento muscolare (soprattutto quadricipite e vasto mediale) che favoriscono il buon funzionamento dell’articolazione, ma anche usare scarpe adeguate o controllare la postura.

Quali aree vengono compromesse quando si verifica una distorsione del ginocchio?

All’interno del ginocchio – costituito da femore, tibia e rotula – troviamo i due menischi protetti da cartilagine ed un rivestimento legamentoso: è proprio quest’ultimo che viene coinvolto nel trauma della distorsione portando alla rottura totale o parziale dei legamenti. Ne consegue un’instabilità funzionale accompagnata da gonfiore, rigidità e movimento limitato.

 

Distorsione ginocchio di primo, secondo e terzo grado

Esistono distorsioni più o meno gravi in quanto può verificarsi una semplice sollecitazione di un legamento ma questo può anche sfibrarsi o strapparsi.

Una lesione fibrillare minima del legamento guarisce spontaneamente e rientra nella distorsione ginocchio di primo grado.

La distorsione di secondo grado presenta una lesione parziale di almeno un legamento, mentre quella di terzo grado, la più grave, si riferisce alla lesione totale del legamento: in quest’ultimo caso, il ginocchio perde la sua stabilità con serie difficoltà a camminare.

Movimenti scorretti e innaturali (arresti improvvisi, torsioni esterne del femore o della tibia) e traumi (specie tra gli sportivi, primi fra tutti i calciatori) sono le cause di una distorsione ginocchio e gli infortuni più frequenti coinvolgono il legamento crociato anteriore.

Nei casi di traumi gravi, la distorsione ginocchio può compromettere anche altre strutture come il menisco, un altro legamento, la cartilagine articolare o l’osso (frattura).

Una distorsione importante genera versamento articolare e la presenza di sangue nel ginocchio provocherà gonfiore e dolore locale.

Diagnosi e cura

Una corretta diagnosi, oltre ai vari test eseguiti dall’ortopedico, potrà essere eseguita attraverso la Risonanza Magnetica Nucleare.

Chi ha subito una distorsione ginocchio dovrà immediatamente tenerlo a riposo, applicare ghiaccio sull’articolazione ogni 15-20 minuti, comprimerlo con un tutore o benda elastica, sollevare l’articolazione mantenendola in scarico. In questo modo, potrà bloccare il sanguinamento che è causa di dolore e gonfiore.

Il medico potrà prescrivere antinfiammatori non steroidei o tachipirina ma, in caso di necessità, sarà utile eseguire la magnetoterapia, ricorrere ai condroprotettori per rafforzare la cartilagine danneggiata e ad un programma riabilitativo standard.

Molto utili risultano anche terapie come la ionoforesi, gli ultrasuoni, la laserterapia e tecarterapia.

 

Quando e perché ricorrere ad un intervento chirurgico

Si decide per l’intervento chirurgico nei casi di distorsione ginocchio di terzo grado con rottura completa dei legamenti che provoca una grave instabilità articolare.

Un legamento crociato anteriore lesionato può essere ricostruito chirurgicamente (tramite artroscopia) utilizzando parte del tendine della rotula oppure prelevando i tendini del muscolo gracile e semitendinoso.

Il trattamento delle lesioni totali del crociato posteriore è più complicato: si può intervenire con un ancoraggio chirurgico a cielo aperto con vite o sutura oppure con ricostruzione in artroscopia.

Dopo l’intervento, è importante seguire un programma di riabilitazione (della durata variabile a seconda dei casi) per consentire il recupero della funzionalità articolare ed il rinforzo muscolare.

la differenza fra distorsione, lussazione e strappo muscolare?

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