LAMINARIE

 


ampio raggio

esperienze d’arte e di politica

 

editrice Laminarie
numero 0 / novembre 2009
redazione: Fabio Acca,
Arianna Carano, Febo Del Zozzo, Guglielmo Forni, Giancarlo Gaeta, Bruna Gambarelli, Federica Rocchi, Adelina Suber

Ampio Raggio si può trovare nelle librerie indipendenti di Bologna e presso DOM la cupola del pilastro

 

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INDICE



 

Premessa
a cura della redazione

 

Fra libro e teatro: le letture dello spettatore
di Cristina Valenti

 

Laminarie o il piacere del gioco
di Claudio Meldolesi
a cura di Fabio Acca

 

DOM la cupola del pilastro
di Laminarie

Incontri
Le Ragazze del pilastro (Katun) - Libreria delle donne
di Ida Compagnone, Antonio Fusaro, Cinzia Russo

 

Il racconto di Antigone
di Simone Weil
con una nota introduttiva di Giancarlo Gaeta

 

Una recensione
Haneke, Il nastro bianco
di Guglielmo Forni Rosa

 

Conversazione con Gilberto Zorio
di Bruna Gambarelli

 

Una striscia
Red Meat
di Federico Zanettin

 

 

 

PREMESSA
della redazione

 

 

Ampio Raggio accompagna l'inaugurazione del nuovo spazio DOM la Cupola del Pilastro, con l’intenzione di contribuire alla sua storia e alla sua attività, focalizzata su una pratica di teatro in dialogo con la necessità.
Al pari del teatro, e in modi suoi propri, questa rivista si propone un lavoro di indagine nel campo delle arti  contemporanee e delle loro diverse modalità di produzione.

La rivista, già a partire dal titolo, vuole riflettere ad ampio raggio sull’arte e inseguire una luce viva e sottile, diretta a illuminare di volta in volta un sito e i suoi paraggi. Una rivista piccola da portare in tasca, che inviti alla collaborazione, alla ricerca, allo scambio, a stretto contatto con i movimenti, le associazioni, gli abitanti del quartiere e della città di Bologna, nonché con persone affini e diverse di altri luoghi e città.

Aprono la rivista gli interventi dei suoi sostenitori e collaboratori, in primis Claudio Meldolesi, amico delle Laminarie a cui questo primo numero è dedicato. L’intervento che apre la rivista, curato da Fabio Acca, è stato raccolto in occasione dell’incontro tenutosi al centro La Soffitta dell’Università di Bologna nel maggio 2008 per la presentazione del libro Tragedia e fiaba. Il teatro di Laminarie 1996-2008, volume che raccoglie testimonianze e documentazione sull’attività della compagnia curato dallo stesso Claudio Meldolesi e da Bruna Gambarelli.

Si è poi voluto dare voce all’incontro con i ragazzi del Pilastro e con le molte cooperative di operatori che fanno capo all’area intorno alla Cupola. Presentiamo un intervento di documentazione di un’esperienza compiuta da un gruppo di ragazze del pilastro in occasione del loro incontro con le curatrici della Libreria delle Donne di Bologna.

Le pagine su Antigone di Simone Weil, presentate  da Giancarlo Gaeta, valgono come riconoscimento delle Laminarie alla sua figura di ispiratrice. Infatti, il primo spettacolo che si realizzerà nel rinnovato spazio della Cupola sarà dedicato alla pensatrice francese che ha accompagnato con la sua opera il lavoro del gruppo.

Una piccola sezione della rivista è dedicata alle recensioni cinematografiche di chi non si occupa professionalmente di cinema, nel tentativo di stimolare una visione libera  dai vincoli del mestiere. La recensione di Il nastro bianco (2009, vincitore a Cannes) di Guglielmo Forni, con il suo scrivere semplice e diretto è indice di cultura e passione,  quale invito ai  lettori a partecipare a questa rubrica.

Il modello a cui ci si richiama è quello di Pietro Bianchi (1909-1976), un importante critico del "Giorno" oggi sconosciuto ai più, che da letterato ha saputo guardare al cinema con sguardo profondamente intento agli altri linguaggi artistici.

La conversazione di Bruna Gambarelli con Gilberto Zorio ha il senso di un buon presagio per la nascita di DOM, uno spazio che avrà l’ambizione di intessere relazioni con artisti stimati e che si sentono affini nelle loro modalità di ricerca.

La rubrica Una striscia chiude con ironia la rivista, grazie a un’incursione nel gioco serio dei fumetti.